Etna DOC al Vinitaly con la delegazione più numerosa della Sicilia

Etna DOC al Vinitaly con la delegazione più numerosa della Sicilia

Redazione

Saranno 58 i produttori della denominazione presenti a Verona all’interno del padiglione dell’isola. Due gli appuntamenti organizzati dal Consorzio dedicati all’affinamento dei vini in fondo al mare e alle donne del vino dell’Etna.

Etna DOC al Vinitaly con la delegazione più numerosa della Sicilia

Etna DOC al Vinitaly con la delegazione più numerosa della Sicilia

Sarà un Vinitaly 2023 ricco di appuntamenti e incontri quello che si appresta a vivere la delegazione etnea che sarà presente alla 55^ edizione della più importante fiera al mondo del vino italiano, che si terrà come sempre nei padiglioni di VeronaFiere dal 2 al 5 aprile 2023.

All’interno dello spazio di Regione Sicilia (Pad 2 | Stand A-B-C-40) saranno presenti 58 aziende che operano all’interno della denominazione, 50 delle quali nell’area del Consorzio di Tutela Vini Etna DOC.

“Quest’anno la nostra compagine è la più numerosa tra quelle presenti all’interno del padiglione dell’isola” afferma Francesco Cambria, presidente del Consorzio Tutela Vini Etna DOC. “Poco più del 50% delle aziende all’interno dello spazio allestito da Regione Sicilia sono realtà che operano ai piedi del vulcano più alto d’Europa, e questo è certamente un segnale di coesione molto importante per tutti noi”.

Saranno due gli appuntamenti che vedranno come protagonista il Consorzio Tutela Vini Etna DOC all’interno dell’area istituzionale della Regione Sicilia.

Il primo si svolgerà domenica 2 aprile alle ore 14.00 e avrà come titolo: “Vini dell’Etna: come affinano in fondo al mare. I risultati scientifici di una ricerca dell’Università di Catania in collaborazione con la start-up innovativa Orygin”.

Etna DOC al Vinitaly con la delegazione più numerosa della Sicilia

Etna DOC al Vinitaly con la delegazione più numerosa della Sicilia

Durante l’incontro interverranno, oltre a Francesco Cambria e Maurizio Lunetta, rispettivamente presidente e direttore del Consorzio Tutela Vini Etna DOC, anche Riccardo Strada, Direttore Area Marina Protetta Isola Ciclopi, Elena Arena, Professore associato di Scienze e tecnologie alimentari dell’Università degli Studi di Catania, Luca Catania, Giuseppe Leone e Riccardo Peligra, Fondatori della start-up Orygini. Al termine seguirà una degustazione condotta da Aldo Fiordelli.

Lunedì 3 aprile alle ore 13:30, il secondo appuntamento avrà come titolo: “Le donne del vino dell’Etna nei quattro versanti del vulcano”. Intervengono Maurizio Lunetta, Direttore Consorzio vini Etna DOC, Aurora Ursino, Vice Presidente dell’Ordine Dottori Agronomi e Dottori Forestali provincia di Catania, Mauro Coltelli dell’INGV di Catania, Roberta Urso, Responsabile regionale Associazione Donne del Vino e quattro produttrici in rappresentanza dei quattro versanti dell’Etna.

“Siamo certi che sarà un’edizione del Vinitaly molto proficua per tutte le aziende della nostra denominazione” conclude Maurizio Lunetta, direttore del Consorzio. “Un folto gruppo di buyer esteri prevenienti da diversi paesi nord europei, asiatici e dagli USA, incontreranno i produttori all’interno di un fitto calendario di appuntamenti. La manifestazione di Verona rappresenta sempre un’occasione imprescindibile per far conoscere i vini Etna DOC, sempre più apprezzati sia in Italia che all’estero”.

Approfondimenti da sito: https://www.consorzioetnadoc.com

E’ in questo territorio che vengono coltivate le uve autoctone dell’Etna: nerello mascalese e nerello cappuccio per rossi, rosati e spumanti, carricante e, in minor misura, catarratto per i bianchi. 

Il primo tra questi è sicuramente la varietà principale della zona e si presume sia originario della Contea di Mascali, un vastissimo territorio che, a partire da alcune donazioni normanne del XII secolo e fino ai primi dell’800, comprendeva oltre all’attuale Comune di Mascali, parte dell’Acese, gran parte delle falde orientali e nord orientali del vulcano e persino molte plaghe del messinese.​

Vitigno difficile il nerello, molti lo paragonano al nebbiolo per la maturazione tardiva (seconda decade di ottobre) e al pinot nero per quanto riguarda la sensibilità all’annata e al territorio di appartenenza.

Dalla fine degli anni 90 è stato un crescendo di produttività e una gran fioritura di cantine e nuove aziende vinicole. Ciò ha portato a una grande valorizzazione del territorio, a un natu­rale sviluppo della produttività e ad un notevole miglioramento della qualità dei vini.

La storia recente della coltivazione è caratterizza­ta da un periodo particolarmente florido e positi­vo, lo sviluppo di nuovi vigneti, l’incremento del­la professionalità e dell’occupazione, numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali.

Le uve

Il Nerello Mascalese:

Il Nerello è il rosso simbolo dei vini dell’Etna e come gli altri vini nati sul vulcano nasce da viticoltura eroica. Qui le condizioni di viticoltura sono estreme: la pendenza dei terreni obbliga spesso a fare tutte le operazioni in vigna manualmente, e le escursioni termiche sono molto forti. Il Nerello Mascalese ha una storia che si perde nella notte dei tempi tanto che il vino ottenuto da queste uve a bacca rossa ha visto in epoca romana un successo qualificante.

E’ la varietà di uva più diffusa nell’areale etneo. La pianta si riconosce per il suo portamento eretto e le sue foglie cuneiformi o pentagonali con 3 o 5 lobi. Il grappolo è lungo, mediamente compatto spesso con presenza di ali molto evidenti. Gli acini hanno buccia spessa e sono di colore rosso scuro violetto. La varietà si caratterizza per un germogliamento medio, intono alle 3° decade di marzo, e per un’epoca di raccolta medio tardiva.

I vini si caratterizzano per una buona gradazione alcolica, elevata acidità totale, colore rosso rubino poco intenso, sentori fruttati di elevata intensità e un buon equilibrio e astringenza. Il Nerello viene utilizzato per la produzione degli Etna DOC Rosso, Rosato e Spumante. 

Il Nerello Cappuccio

Deve il suo nome al particolare portamento della chioma a mantello o a cappuccio della pianta coltivato ad alberello. Ha una foglia grande cuneiforme ed intera. Il grappolo del Nerello cappuccio ha una lunghezza media e spesso compatto. Gli acini hanno forma sferoidale e la buccia di colore blu nero. Ha un ciclo vegetativo lungo con germogliamento ed epoca di raccolta molto tardiva.

I vini hanno una gradazione alcolica contenuta ed una buona acidità totale e si caratterizzano per un colore rosso intenso. All’olfatto ha un intenso sentore floreale e fruttato di ciliegia e al gusto presentano una elevata struttura.  Il Nerello Cappuccio può entrare nella composizione dei vini Etna DOC Rosso, Rosato e Spumante.

Il Carricante

Il carricante è un antico vitigno a bacca bianca da sempre coltivato sulle pendici del vulcano, soprattutto alle altitudini più elevate, dove, a volte, il nerello mascalese fatica a completare la sua maturazione. Il suo nome deriva dall’espressione siciliana u carricanti, che sottolinea l’abbondante produzione delle sue piante, capaci di riempire i carri d’uva.

È tradizionalmente coltivato secondo l’uso ad alberello, su suoli di sabbie vulcaniche ricche di minerali. Il suo terroir d’elezione è lo splendido paesaggio del versante orientale dell’Etna, che dalla sommità del vulcano scende verso il mare. Il clima fresco e le notevoli escursioni termiche tra il giorno e la notte, contribuiscono a donare alle uve profumi e aromi intensi.

In passato, il carricante era spesso vinificato in uvaggio con altri vitigni coltivati sull’Etna, come catarratto, minnella bianca e inzolia. Il Carricante ha una foglia di medie dimensione e un grappolo cilindrico o conico. Gli acini sono di medie dimensioni con colore della buccia da verde- giallo.

Il Carricante ha una elevata e costante produttività. Il vino in purezza ha una colorazione giallo paglierina con riflessi da verdi a giallo carico. Il profumo è molto complesso e intenso, caratterizzato da intensi sentori di fiori di agrumi. Al sapore può risultare sapido e con una media persistenza aromatica. Oggi viene sempre più spesso vinificato in purezza e costituisce la base principale dell’Etna Bianco Doc per un minimo del 60% che sale all’80% nell’Etna bianco superiore.

Catarratto

Il catarratto, varietà a bacca bianca, non solo tra le più antiche, ma anche di maggior personalità e carattere, è un vitigno vigoroso e produttivo.

Le vigne sono tradizionalmente coltivate ad alberello, con potatura corta e pochi grappoli per pianta, in modo da ottenere uve dalla buona concentrazione aromatica.  Il Catarratto presenta una grande variabilità intravarietale con foglie di medie dimensioni spesso pentagonale e con grappolo di forma e lunghezza molto variabile. Contribuisce alla composizione dell’Etna Bianco per un massimo del 40%.

Carol Agostini

Carol Agostini fondatore del Magazine Papillae, titolare Agenzia FoodandWineAngels, commissario internazionale, selezionatore, Food&Wine Writer

Carol Agostini fondatore del Magazine Papillae, titolare Agenzia FoodandWineAngels, commissario internazionale, selezionatore, Food&Wine Writer